Stampa questa pagina

DILETTANTI - Tony Le Pera appende gli scarpini al chiodo dopo la salvezza col Lucento
In evidenza

19 Maggio 2018
Author :  
Tony Le Pera con la maglia del Lucento

Ci sono cose destinate a non finire mai: i numeri, l’universo, alcuni sentimenti. Guardando giocare Tony Le Pera, di ruolo attaccante, 38 anni sulla carta d’identità e tanta passione per il calcio nel cuore, si ha davvero la sensazione che questo ragazzo possa continuare a rincorrere un pallone per sempre.

Una percezione forte, alimentata da folle entusiasmo e innato spirito di sacrificio, che però non può trovare collocazione nella suddetta categoria. Perché alla fine il tempo passa per tutti e la realtà detta legge severa e, a volte, dolorosa. Si arriva a un determinato punto della propria vita, o della propria carriera, che implica una scelta importante, giusta o sbagliata che sia. Per farla occorre fermarsi, tirare un bel respiro e voltarsi indietro a fissare il passato.

SALVEZZA ROSSOBLÙ
Partendo magari da quello recente che, nel caso di Le Pera, si colora piacevolmente di rossoblù. «Il Lucento ha fatto una stagione da 10 e lode - comincia Tony -. Abbiamo raggiunto la salvezza in Eccellenza cambiando moltissimo rispetto al passato. La stagione comunque è stata complicata: all’inizio, anche per colpa di un calendario ostico, i punti non arrivavano. E quando non ci sono i risultati tutto diventa terribilmente faticoso. Poi siamo stati bravi a venire fuori quando contava davvero: quest’anno non abbiamo sbagliato neanche uno scontro diretto grazie al nostro carattere». Ma lo spiccato senso di responsabilità del personaggio in questione porta anche alla rigida autocritica: «A livello personale speravo di fare meglio, soprattutto dal punto di vista realizzativo in determinate situazioni. Io sono molto esigente con me stesso e con gli altri: pretendo sempre il massimo e cerco di fare le cose nel miglior modo possibile. Inutile nascondere, però, che il gol all’ultima giornata contro l’Alicese abbia rappresentato un’emozione enorme. E pensare che il mister al termine di quella stessa azione mi avrebbe sostituito, una questione di secondi. È stato il finale perfetto della mia lunga storia d’amore col Lucento: non lo dimenticherò mai».

RICORDI
Così come Le Pera difficilmente potrà rimuovere dall’album dei ricordi tutte le tappe del proprio percorso da calciatore: «Per me ognuna è stata importante - spiega - dall’esordio in prima squadra, ancora 16enne col Mathi ,alla complicata esperienza del Barcanova. Quest’ultima è stata probabilmente la più delicata: mi ero allenato poco a causa di un brutto infortunio e la squadra riuscì a conquistare la salvezza in Promozione all’ultima partita tra mille difficoltà. Ma anche quella parentesi è stata per me formante e arricchente. Io ho sempre mantenuto la voglia e l’entusiasmo di un ventenne, curando con grande passione ogni dettaglio, dentro e fuori dal campo».

VOGLIA CHE NON FINISCE MAI
Anche se una carriera lunga e variegata, come quella di Tony Le Pera, comporta dei sacrifici non certo indifferenti: «È inevitabile: a qualcosa bisogna rinunciare, devi essere in grado di frazionare i tuoi tempi. Io ho la fortuna di avere una famiglia che mi ha sempre sostenuto e di ciò ringrazio mia moglie e le mie bambine. Detto questo mi preme sottolineare come in passato non abbia mai pensato di smettere, nonostante molti ortopedici mi abbiano detto il contrario (ride ndr). Il ruolo che ricopro mi permette di togliermi tante soddisfazioni e credo di averlo sempre fatto bene: di rimpianti non ne ho neanche uno. Per me ogni domenica su un rettangolo verde è come la prima».

MI RITIRO O NON MI RITIRO?
Ora, invece, c’è da affrontare un futuro che, per quanto imperscrutabile, non è mai stato così intrigante. E se il suo ormai ex allenatore Alessandro Goria spiega come il ragazzo «si stia prendendo un periodo di riflessione», Tony assicura: «Certamente ho chiuso la mia esperienza in Eccellenza. Qui ci sono tanti giovani bravi che devono intraprendere la strada giusta e ci deve essere spazio per loro. Negli ultimi giorni è saltato fuori che io abbia intenzione di ritirarmi ma non è esattamente così. Ho già avuto un contatto con una società e sto valutando determinate cose: ritengo che la mia carriera da calciatore non sia ancora finita. Più avanti mi piacerebbe allenare - non nella scuola calcio perché non ritengo di averne le capacità - quanto più una squadra già formata: sento che potrebbe diventare il mio nuovo cammino. In effetti staccarmi dal calcio sarebbe un po’ come allontanare un bimbo dalla propria madre». Perché alla fine il tempo passa per tutti, o quasi.

Articolo di Mauro Munno

daycounts

Ultimi da daycounts

Articoli correlati (da tag)

Devi effettuare il login per inviare commenti