DILETTANTI - Giuseppe D'Iglio: "Voglio la Serie C con il Chieri"
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12 Maggio 2018
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Al centro, Giuseppe D'Iglio

Per raccontare la storia di questo giocatore è strettamente necessario rifarsi a tre elementi chiave.

Il primo: un miracoloso ed esaltante scudetto vinto a livello giovanile. Il secondo: un allenatore che, negli anni, ne ha seguito e scandito la crescita a livello professionale ed umano. Il terzo: un sogno chiamato professionismo, sfiorato e svanito in una carriera che non ha ancora scoperto tutte le proprie carte. Agitare il tutto energicamente, spruzzare un po’ di tecnica sopraffina in dose copiosa e lasciare amalgamare per qualche minuto. Ecco a voi Giuseppe (per quasi tutti Beppe) D’Iglio, il centrocampista piedi, cuore e cervello che qualsiasi squadra del Piemonte vorrebbe in cabina di regia.

Gioiello collinare

Peccato però (per gli altri) che, da un paio di stagioni a questa parte, sia soltanto il Chieri a godersi prestazioni, punizioni e gol del talentuoso mediano. Ed è essenzialmente questo uno dei motivi per cui la straordinaria annata dei collinari, volati nelle zone nobilissime del girone A di Serie D, deve stupire solo sino a un certo punto. «È stato un campionato memorabile - inizia a raccontarci Beppe -. Il girone d’andata non è stato esaltante ma, un paio di partite prima di girare la boa, abbiamo cambiato marcia. La squadra ha lavorato bene e duramente per tutto l’anno e alla fine i risultati ci hanno dato ragione. A livello personale sono riuscito a mettere a segno otto gol: il più importante è quello realizzato contro il Derthona. Non tanto per la rete in sé quanto più per la dedica speciale alla mia ragazza. Io comunque sono contento di aver dato una mano ai miei compagni, di aver contribuito a centrare l’obiettivo». Un obiettivo che, in casa azzurra, fa meravigliosamente rima con playoff; da affrontare tutti d’un fiato con concentrazione e convinzione. «Abbiamo la necessità di continuare a pigiare al massimo l’acceleratore - annuncia D’Iglio -. Incontreremo squadre forti che, proprio come noi, vengono da un percorso straordinario. Se c’è una favorita? Sicuramente ci siamo studiati e ci conosciamo molto bene ma io credo che i playoff siano come un campionato a parte: si resetta tutto e si prova a fare del proprio meglio».

Inseparabili

Quello stesso meglio che, nel corso dell’imponente carriera di Giuseppe, soltanto un allenatore è riuscito pienamente a fare emergere. Trattasi di Vincenzo Manzo, oggi guida del Chieri, ieri tecnico del Borgosesia, dieci anni fa allenatore dei Giovanissimi del Rivoli Collegno, campione regionale prima e d’Italia poi. Il comun denominatore delle tre esperienze appena citate è la costante e irrinunciabile presenza di Beppe D’Iglio, ragazzino o giocatore formato che sia, in mezzo al campo da gioco. «Al mister devo tanto, quasi tutto - spiega -, con lui sono cresciuto come persona prima ancora che come calciatore. L’ho avuto da piccolo ed è stato bellissimo ritrovarlo a Borgosesia, sono rimasto lì anche per lui. Ho tanti splendidi ricordi legati alla sua persona: quella cavalcata verso lo scudetto fu un’emozione unica - io ero appena stato “scartato” dalla Juve - così come la fascia da capitano ottenuta in granata. Poi la nuova avventura qui: insieme abbiamo fatto tanta strada».

Serie C (ri)cercasi

Tanto il terreno percorso, così come quello ancora da percorrere. Tra rimpianti passati e sogni futuri, D’Iglio, a soli 26 anni, continua a nutrire ambizioni importanti per l’avvenire: «Nella mia carriera ho sempre cercato di dare tutto quello che era in mio potere. Ho avuto, però, alcune occasioni importanti che, purtroppo, non sono riuscito a sfruttare come avrei voluto: mi viene in mente la parentesi all’Albinoleffe in Lega Pro. Il salto dal dilettantismo al professionismo è complicato, entri in un contesto diverso. Magari ti ritrovi in uno stadio da 5 o 6 mila spettatori contro calciatori che fino a poco tempo prima giocavano in Serie A o Serie B: il livello qualitativo è impressionante. Io, non posso nasconderlo, nutro l’ambizione di tornare su quel palcoscenico. Riuscirci con il Chieri sarebbe una favola ma c’è ancora la lotteria dei playoff di mezzo. Vedremo, è presto per parlarne. A fine stagione tireremo le somme e faremo tutte le valutazioni del caso». Per il momento Giuseppe D’Iglio si accontenta di “fare il fenomeno” in Serie D. E scusate se è poco.

Articolo di Mauro Munno.

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