Meglio lasciar perdere le patatine: identificato un nuovo rischio legato al consumo di alimenti ultraprocessati

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Probabilmente vi sarà capitato di aprire un pacchetto di patatine o di caramelle e di non riuscire a smettere di mangiare finché non avete finito il contenuto. Non si tratta di una coincidenza e gli esperti ci hanno assicurato che la alimenti ultra-lavorati creano dipendenza come le sigarette e la nicotina.
Non c’è da stupirsi che aumentino il rischio di obesità e di altre malattie associate, come quelle cardiache, il diabete e persino il cancro. Ma l’elenco non finisce qui, perché un nuovo studio ha rivelato un altro effetto negativo del consumo di questi alimenti.
L’elevato consumo di alimenti ultra-lavorati è associato a una maggiore quantità di batteri nell’intestino, che sono correlati a malattie infiammatorie gastrointestinali.

Perché sono così dannosi?

In particolare, gli alimenti ultra-lavorati possono essere definiti come prodotti, in quanto sono preparazioni industriali commestibili che sono fatte con sostanze derivate da altri alimenti e che sono caricate con zuccheri, grassi saturi e sale.
Ma non è tutto: questi alimenti sono spesso sottoposti a procedure di preparazione e lavorazione dannose quanto i loro ingredienti, con l’aggiunta di edulcoranti, coloranti o esaltatori di sapidità.

Cosa dice lo studio?

Per giungere alla conclusione che i disturbi gastrointestinali sono associati a un maggiore consumo di questo tipo di alimenti, sono stati reclutati 641 anziani ad alto rischio cardiovascolare, classificati in tre categorie in base al consumo di alimenti ultraprocessati (basso, medio e alto).
I campioni fecali di questi soggetti sono stati poi analizzati per ottenere informazioni sulla composizione del loro microbiota intestinale. Questo ha dimostrato che i soggetti appartenenti al gruppo ad alto consumo hanno presentato livelli più elevati di batteri.
Da questi dati, gli autori suggeriscono che la dieta e lo stato nutrizionale sono importanti determinanti della salute umana, attraverso la modifica della composizione del microbiota intestinale.
Questo articolo ha lo scopo di informare e non intende fornire consigli o soluzioni mediche. Chiedete sempre al vostro medico o allo specialista se avete domande sulla vostra salute o prima di iniziare un trattamento.